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giovedì 26 gennaio 2012

Olimpiadi 2012, Londra si prepara a battere ogni record

Non saranno solo le Olimpiadi a far registrare un record per la capitale inglese: oltre ad essere la prima città ad ospitare per la terza volta le Olimpiadi estive (e già questo è un record) Londra, sarà protagonista di un’iniziativa che ha dell’incredibile, i World Record London. L’agenzia che si occupa della promozione della città infatti, ha organizzato per i prossimi sei mesi una campagna davvero singolare: tenterà di far vincere a Londra almeno 20 record mondiali. Saranno coinvolte non solo le persone – londinesi e turisti ovviamente - ma anche le attrazioni, le università, le aziende e persino i trasporti. Tutti i record saranno naturalmente giudicati dal Guinness World Record.

L’iniziativa è già partita e nel migliore dei modi, a dirla tutta, perché va a sfatare quel luogo comune che vuole i londinesi freddi e poco propensi alle effusioni: pensate che alla stazione di Saint Pancreas si è svolta la gara di “resistenza di abbracci”. Tra i concorrenti, oltre a tanti studenti stranieri che si trovano nella capitale inglese per i loro soggiorni linguistici anche alcune personalità importanti come Mayella Reynolds, fondatrice del movimento “Random Huggers” un movimento sul web che, pensate, regala abbracci in giro per il mondo. In programma ora ci sono “la parata delle barche più grande del mondo” che si svolgerà in occasione del giubileo della regina, “la foto più grande del mondo” e “la caccia all’uovo più grande del mondo”.



Insomma in attesa dei giochi olimpici – che si svolgeranno dal 27 luglio al 12 agosto – i londinesi e i visitatori non avranno certo modo di annoiarsi. Intanto la capitale londinese sta già facendo registrare un altro record: corsi inglese Londra sono ricercatissimi, dagli sportivi e non, che hanno scelto per i loro soggiorni linguistici l’Inghilterra che nel 2012 sarà comunque teatro di un evento storico, la XXX edizione dei giochi olimpici: non a caso insieme ai corsi di inglese a Londra, fioccano le prenotazioni per i biglietti all’Olympic Village: si prevede che saranno venduti circa 8 milioni di tagliandi.

venerdì 14 ottobre 2011

Stadio Londra 2012: rischia di diventare cattedrale nel deserto





Una cattedrale nel deserto. In questo rischia di trasformarsi lo Stadio Olimpico londinese, già costato ai contribuenti oltre 565 milioni di euro, una volte concluse le Olimpiadi di Londra 2012. L’Olympic Park Legacy Company (Oplc) – la società che si occupa dell’assegnazione degli spazi all’interno del villaggio olimpico una volta che i giochi saranno finiti – non ha infatti ritenuto opportuno aspettare il 18 ottobre, quando l’Alta Corte avrebbe dovuto pronunciarsi sulla validità del bando che aveva deliberato per la vendita dello stadio alla locale squadra di calcio del West Ham, e ha invece stabilito che lo stadio rimarrà bene pubblico. Con conseguenze deleterie per le già disastrate casse della città di Londra: ora qualsiasi ipotesi di sfruttamento dell’impianto, dal possibile affitto allo smantellamento, ricadrà sulle tasche dei contribuenti.

Perché si è arrivati a questo? Al momento della candidatura per ospitare le Olimpiadi del 2012, il progetto londinese si basa sul presupposto di sustainable Games, giochi economicamente e socialmente sostenibili per la comunità. L’allora Ministro dello Sport del governo laburista di Blair, la potentissima Tessa Jowell al tempo ancora sposata con l’avvocato David Mills (quello condannato e poi prescritto per essere stato corrotto da Berlusconi), non trova nessuno interessato all’acquisizione dell’impianto e decide quindi per una sua riconversione a stadio di atletica da 25mila posti. Siccome i costi stimati per la sua costruzione sono ancora bassi, l’idea sembra praticabile. Con l’elezione a sindaco di Londra di Boris Johnson e con l’avvento a Buckingham Palace di David Cameron, e soprattutto con il vertiginoso aumento dei costi di costruzione rispetto alle previsioni iniziali, il futuro dello sfarzoso e non eccellente impianto costruito dall’architetto americano Popolous torna in dubbio.

Nel 2010 l’Oplc propone allora alle squadre di calcio limitrofe al quartiere di Stratford di acquistare lo stadio a prezzo favorevole: al bando partecipano Tottenham e West Ham. A febbraio del 2011, l’Oplc decide che l’offerta migliore è quella del West Ham perché, a differenza del Tottenham che avrebbe raso al suolo lo stadio per ricostruirlo ex novo eliminando la pista di atletica, ha promesso di utilizzare l’impianto coprendo la pista durante l’inverno e lasciandola a disposizione per le gare di atletica durante l’estate. Londra è infatti in corsa per organizzare i Mondiali di Atletica del 2017, e lo Stadio Olimpico, la cui pista in materiale sintetico è realizzata dalla ditta piemontese Mondo, è il suo fiore all’occhiello.

La riconversione di uno Stadio Olimpico da 80mila posti in un impianto calcistico da 60mila, con in aggiunta la costruzione delle facilitazioni necessarie per ottemperare al regolamento della Premier League, è però stimata in 110 milioni di euro. Di questi soldi, metà si offre di metterli il Comitato Olimpico, l’altra metà il West Ham, grazie ad un prestito del council di Newham. Il Tottenham e il Leyton Orient (altra squadra del quartiere) però non ci stanno e ad aprile 2011 chiedono all’Alta Corte il permesso di fare ricorso: gli aiuti statali che il West Ham avrebbe dovuto ricevere dal council di Newham sono contrari alla legislazione europea. Il giudice stabilisce di non concedere il permesso per il ricorso. Nel frattempo però parte un’ulteriore denuncia su possibili brogli e favoritismi nel bando. A luglio un membro dell’Oplc è costretto a dimettersi, si scopre che sta lavorando come consulente per il West Ham. L’Oplc comincia allora un’investigazione indipendente e ad agosto rigetta le accuse dando ragione al West Ham: il bando è stato pulito. Ma non è finita, subito dopo un giudice dell’Alta Corte decide di impugnare la sentenza e di riesaminare il caso: sia dal punto di vista degli aiuti statali sia da quello di possibili brogli.

La temuta sentenza è attesa per martedì prossimo, il 18 ottobre. Ma con una settimana di anticipo l’Oplc decide improvvisamente di annullare il bando pro West Ham. Ora è costretto a rientrare in possesso dell’impianto una volta che i giochi sono conclusi, ma né l’atletica né i concerti estivi sono però in grado di far rientrare la città dei soldi spesi per la costruzione dello stadio. L’unica possibilità a questo punto è, anziché venderlo, di affittarlo a una squadra di calcio che lo utilizzi d’inverno per disputare le sue partite casalinghe. A gennaio avrà luogo il nuovo bando per l’eventuale affitto. E qui sorge il problema. Nel caso una squadra (probabilmente sempre il West Ham) decidesse di usufruire della possibilità di affittare l’impianto, a questo punto i 110 milioni di euro necessari alla riconversione saranno interamente a carico della comunità. Se, ancor peggio, nessuno dovesse mostrarsi interessato ad affiatarlo, perché non è più un business appetibile, lo Stadio Olimpico che avrebbe dovuto essere simbolo dei sustainable Games rimarrebbe una triste, solitaria e vuota cattedrale nel deserto.



fonte http://www.ilfattoquotidiano.it

martedì 19 aprile 2011

EMIRATES STADIUM ARSENAL





L' Emirates Stadium di Londra è sicuramente uno dei più bei impianti calcistici Europei. La sua costruzione è iniziata nel 2004 ed è stato inaugurato il 22 Luglio del 2006 in occasione dell'addio al calcio del grande campione olandese Dennis Bergkamp, partita disputata tra Arsenal ed Ajax. 








Lo stadio ha una capienza di 60.432 posti tutti a sedere, ed è il secondo stadio della Premier League dopo l'Old Trafford, ed il secondo stadio di calcio a Londra dopo Wembley.







Durante le prime fasi di costruzione il nome originale dello stadio era Ashburton Grove, nome del quartiere dove è sorto, per diventare poi Emirates Stadium dopo aver venduto i diritti alla compagnia aerea Fly Emirates.




Il costo complessivo della progettazione e della costruzione della struttura è stato di 390 milioni di Sterline, che non sono poco.




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